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+ Dal Vangelo secondo Matteo (9,27-31)

In quel tempo, mentre Gesù si allontanava, due ciechi lo seguirono gridando: «Figlio di Davide, abbi pietà di noi!».
Entrato in casa, i ciechi gli si avvicinarono e Gesù disse loro: «Credete che io possa fare questo?». Gli risposero: «Sì, o Signore!».
Allora toccò loro gli occhi e disse: «Avvenga per voi secondo la vostra fede». E si aprirono loro gli occhi.
Quindi Gesù li ammonì dicendo: «Badate che nessuno lo sappia!». Ma essi, appena usciti, ne diffusero la notizia in tutta quella regione.

7 dicembreI ciechi gli si avvicinarono e Gesù disse loro: “credete che io possa fare questo?”.

Oggi il Vangelo ci dice: che le cose vere della vita non hanno bisogno di molte parole o di perfette spiegazioni. Basta un grido che diventa spesso la parola del cuore e una vicinanza. I due ciechi seguono Gesù mentre si allontana e il loro grande desiderio di ricevere un di più di amore li porta a non perdere la speranza. Gesù si allontana e i due ciechi gridano come per accorciare con il cuore la distanza fatta di passi. Gesù si allontana e loro lo seguono. E dopo il grido, i due ciechi si avvicinano. Tutti i miracoli, tutte le bellezze della vita avvengono quando riscopriamo il coraggio degli avvicinamenti. Dopo il grido, occorre avere il coraggio di avvicinarsi e non di allontanarsi, perché solo così possiamo guarire e solo così possiamo riprendere a vedere di nuovo la nostra vita, le nostre strade, i nostri cieli che per qualche tempo avevamo smarrito. Spesso, però, per noi avviene il contrario: dopo le grida, ci allontaniamo e invece di accorciare le distanze le moltiplichiamo e scegliamo di stare da soli invece di entrare “in casa”. Ci guarisce, sempre, la vicinanza e l’amore. Potrebbero essere questi, per tutti, i passi di avvicinamento al Natale.

a cura di don Tony Drazza,
Assistente Nazionale del Settore Giovani dell’Azione Cattolica Italiana

GOD morning a tutti!

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