22 marzo

+ Dal Vangelo secondo Matteo (21,33-43.45)

In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo:
«Ascoltate un’altra parabola: c’era un uomo che possedeva un terreno e vi piantò una vigna. La circondò con una siepe, vi scavò una buca per il torchio e costruì una torre. La diede in affitto a dei contadini e se ne andò lontano.
Quando arrivò il tempo di raccogliere i frutti, mandò i suoi servi dai contadini a ritirare il raccolto. Ma i contadini presero i servi e uno lo bastonarono, un altro lo uccisero, un altro lo lapidarono. Mandò di nuovo altri servi, più numerosi dei primi, ma li trattarono allo stesso modo.
Da ultimo mandò loro il proprio figlio dicendo: “Avranno rispetto per mio figlio!”. Ma i contadini, visto il figlio, dissero tra loro: “Costui è l’erede. Su, uccidiamolo e avremo noi la sua eredità!”. Lo presero, lo cacciarono fuori dalla vigna e lo uccisero.
Quando verrà dunque il padrone della vigna, che cosa farà a quei contadini?».
Gli risposero: «Quei malvagi, li farà morire miseramente e darà in affitto la vigna ad altri contadini, che gli consegneranno i frutti a suo tempo».
E Gesù disse loro: «Non avete mai letto nelle Scritture:
“La pietra che i costruttori hanno scartato
è diventata la pietra d’angolo;
questo è stato fatto dal Signore
ed è una meraviglia ai nostri occhi”?
Perciò io vi dico: a voi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che ne produca i frutti».
Udite queste parabole, i capi dei sacerdoti e i farisei capirono che parlava di loro. Cercavano di catturarlo, ma ebbero paura della folla, perché lo considerava un profeta.

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giuseppe cirilloLa pietra che i costruttori hanno scartata è diventata testata d’angolo

Cerchiamo di capire, in prima analisi, quello che Gesù ci comunica con questa parabola. Rivela l’origine della sua autorità: lui è il figlio, l’erede. Denuncia l’abuso dell’autorità dei vignaioli, cioè, dei sacerdoti e degli anziani che non si occupavano del popolo di Dio. Difende l’autorità dei profeti, mandati da Dio, ma uccisi dai sacerdoti e dagli anziani. Condanna le autorità che manipolano la religione e uccidono il Figlio, perché vogliono continuare a lucrare sulla religione stessa. I sacerdoti e gli anziani capiscono che Gesù parla di loro, ma continueranno a non accettare la “pietra angolare” (cioè Gesù stesso) per paura di perdere il loro status.
Tanto attuale quanto perentoria la similitudine! E non solo in campo religioso. Come si può non vedere oggi la pietra scartata nell’immigrato che viene rifiutato o, peggio ancora, lasciato morire in mare? Come si fa a non pensare a quante risorse e qualità ci siano nell’emarginato che vediamo per strada?

Ecco, in questo periodo di Quaresima, riproponiamoci di essere più attenti al prossimo in quanto figlio di Dio e potenziale pietra angolare… ma sopratutto perché ognuno di noi può essere paragonato ad un albero della vigna di Dio e tutti noi quindi abbiamo la possibilità di dare frutto.
Possiamo essere noi gli altri vignaioli che consegneranno il frutto a suo tempo? Certo che sì!!! Bisogna impegnarsi ad essere parte attiva della Chiesa e non consideraci semplici spettatori. Tutti noi figli di Dio abbiamo il compito di mantenere sana e rigogliosa la vigna del Signore con il nostro impegno e la nostra partecipazione… a noi spetta il compito di riconoscere ed allontanare chi se ne serve per il proprio tornaconto. Avviciniamoci quindi alla Santa Pasqua con rinnovata voglia di esserci per fare e non limitarci al ruolo di comparse.

Commento a cura di Giuseppe Cirillo, Capo scout Gruppo AGESCI Pompei 1

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