logo gm per app

+ Dal Vangelo secondo Matteo (11,28-30)

In quel tempo, Gesù disse:
«Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».

12 dicembreIn quel tempo Gesù disse: «Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò».

In questo passo del Vangelo, Gesù invita tutti coloro che sono stanchi, ad andare da lui, e lui promette il riposo, chiede alla gente di non ascoltare i “sapienti” e gli “intelligenti” e di cominciare ad imparare da lui, da Gesù, che sa ciò che avviene nel cuore del popolo che soffre. Spesso quando noi giovani abbiamo un problema sentiamo la necessità di parlarne con qualcuno, di sfogarci, ma il tempo ci insegna che purtroppo non tutti capiscono cosa provi realmente, qualcuno riporta ciò che dici ad altri e qualcun’altro ti giudica e cambia il rapporto con te. Si impara a tenersi tutto dentro, a non dormire la notte, a piangere senza farsi sentire, a pulirsi la faccia quando gli occhi sono pieni di lacrime. Ed è proprio allora che ti senti solo, perduto, senza una direzione ma è anche questo il momento in cui qualcuno guarda a Dio, perché proprio nei momenti di difficoltà lui è sempre pronto ad aiutarti ed è proprio questo il momento in cui senti la sua presenza e poi tutto diventa nuovo e bello. Gesù si accorge della fatica che facciamo, vede che siamo privi di forze e prova compassione. Dio rinuncia alla sua divinità per condividere la nostra fatica e la nostra stanchezza, per renderci simili a lui.

a cura di Annamaria Capilongo,
giovane della Parrocchia di San Pietro Apostolo – Cicciano

GOD morning a tutti!

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: