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+ Dal Vangelo secondo Matteo (1,18-24)

Genealogia di Gesù Cristo figlio di Davide, figlio di Abramo.
Abramo generò Isacco, Isacco generò Giacobbe, Giacobbe generò Giuda e i suoi fratelli, Giuda generò Fares e Zara da Tamar, Fares generò Esrom, Esrom generò Aram, Aram generò Aminadàb, Aminadàb generò Naassòn, Naassòn generò Salmon, Salmon generò Booz da Racab, Booz generò Obed da Rut, Obed generò Iesse, Iesse generò il re Davide.
Davide generò Salomone da quella che era stata la moglie di Urìa, Salomone generò Roboamo, Roboamo generò Abìa, Abìa generò Asaf, Asaf generò Giòsafat, Giòsafat generò Ioram, Ioram generò Ozìa, Ozìa generò Ioatàm, Ioatàm generò Àcaz, Àcaz generò Ezechìa, Ezechìa generò Manasse, Manasse generò Amos, Amos generò Giosìa, Giosìa generò Ieconìa e i suoi fratelli, al tempo della deportazione in Babilonia.
Dopo la deportazione in Babilonia, Ieconìa generò Salatièl, Salatièl generò Zorobabele, Zorobabele generò Abiùd, Abiùd generò Eliachìm, Eliachìm generò Azor, Azor generò Sadoc, Sadoc generò Achim, Achim generò Eliùd, Eliùd generò Eleàzar, Eleàzar generò Mattan, Mattan generò Giacobbe, Giacobbe generò Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale è nato Gesù, chiamato Cristo.
In tal modo, tutte le generazioni da Abramo a Davide sono quattordici, da Davide fino alla deportazione in Babilonia quattordici, dalla deportazione in Babilonia a Cristo quattordici.

17 dicembre“La somma di tutte le generazioni, da Abramo a Davide, è così di quattordici; da Davide fino alla deportazione in Babilonia è ancora di quattordici; dalla deportazione in Babilonia a Cristo è, infine, di quattordici”.

Il vangelo di quest’oggi ci presenta una genealogia: una successione di nomi che descrivono la storia della salvezza che va da Abramo fino a Gesù. Così l’evangelista, molto concretamente, ci racconta l’infinita pazienza di Dio verso il suo popolo, ci parla di un Dio che non si è stancato dell’uomo, anche se l’uomo si è stancato di lui. Ma c’è un’altra cosa da considerare: Dio è colui che non ha voluto chiudersi comodamente nel suo cielo, osservando da lontano il cammino degli uomini, al contrario, lo ha squarciato il cielo, entrando nella nostra storia per donarci finalmente il Figlio suo. Quella genealogia perciò ci insegna a sperare.

Ci insegna a sperare in un Dio con noi, che non retrocede dal suo intento di salvezza neppure davanti ai nostri peccati. Lui… non si è stancato di noi e noi ci siamo stancati di lui? Possiamo anche noi imitare il suo agire? Possiamo metterci in ‘uscita’ sacrificando forse qualche piccola comodità per guadagnare tanti nostri fratelli alla causa del vangelo? L’avvento sia per tutti noi, la grande luce che ci fa uscire dalle nostre chiusure.

a cura di Don Domenico Concolino, Parroco di Santa Maria della Pace in Santa Maria di Catanzaro, Direttore dell’Ufficio diocesano per la Pastorale Universitaria dell’Arcidiocesi di Catanzaro – Squillace

GOD morning a tutti!

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