12 aprile

+ Dal Vangelo secondo Giovanni (10,31-42)

In quel tempo, i Giudei raccolsero delle pietre per lapidare Gesù. Gesù disse loro: «Vi ho fatto vedere molte opere buone da parte del Padre: per quale di esse volete lapidarmi?». Gli risposero i Giudei: «Non ti lapidiamo per un’opera buona, ma per una bestemmia: perché tu, che sei uomo, ti fai Dio».
Disse loro Gesù: «Non è forse scritto nella vostra Legge: “Io ho detto: voi siete dèi”? Ora, se essa ha chiamato dèi coloro ai quali fu rivolta la parola di Dio – e la Scrittura non può essere annullata –, a colui che il Padre ha consacrato e mandato nel mondo voi dite: “Tu bestemmi”, perché ho detto: “Sono Figlio di Dio”? Se non compio le opere del Padre mio, non credetemi; ma se le compio, anche se non credete a me, credete alle opere, perché sappiate e conosciate che il Padre è in me, e io nel Padre». Allora cercarono nuovamente di catturarlo, ma egli sfuggì dalle loro mani.
Ritornò quindi nuovamente al di là del Giordano, nel luogo dove prima Giovanni battezzava, e qui rimase. Molti andarono da lui e dicevano: «Giovanni non ha compiuto nessun segno, ma tutto quello che Giovanni ha detto di costui era vero». E in quel luogo molti credettero in lui.

logo striscia

12 aprileIn quel luogo molti credettero in lui

E tu fai parte di costoro?

Prima di rispondere, siediti, e rifletti, ora che ne hai la possibilità, perché la società di oggi è una “società- tappo” che ci silenzia le orecchie. Quante volte, infatti, siamo stati “sordi” dinanzi a tanta crudeltà e tanta miseria? Ed è a causa di ciò che diventiamo diffidenti, per cui ci risulta difficile fidarci dell’altro, o meglio, affidarci all’altro. Diventiamo tanti estranei che condividono la stessa casa, lo stesso posto di lavoro e le stesse compagnie.

Ecco perché Gesù oggi ci ricorda, invece, quanto sia importante affidarci alla Sua Parola, perché non è un mezzo per “evadere” dai problemi quotidiani, ma una piccola luce che ci permette di attraversare quella galleria buia che sembra non finire mai. È grazie alla Sua Parola se riusciamo a essere caritatevoli con i nostri fratelli, riuscendo a donare tanto bene quanto ne riceviamo.

Ma fin dove siamo pronti a fidarci? È bene che in questo periodo di Quaresima riflettiamo su quali siano i motivi per cui dovremmo affidarci e forse potremmo rispondere alla domanda iniziale.

Commento a cura di Maria Angela Fasulo, Gruppo Giovanissimi di Cicciano – Napoli.

cropped-logo-gm-per-app.png

Puoi condividere il Vangelo e la meditazione di oggi sui tuoi social utilizzando i pulsanti che trovi qui sotto

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: