Citazione 29 marzo

+ Dal Vangelo secondo Marco (12,28-34)

In quel tempo, si avvicinò a Gesù uno degli scribi e gli domandò: «Qual è il primo di tutti i comandamenti?».
Gesù rispose: «Il primo è: “Ascolta, Israele! Il Signore nostro Dio è l’unico Signore; amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza”. Il secondo è questo: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Non c’è altro comandamento più grande di questi».
Lo scriba gli disse: «Hai detto bene, Maestro, e secondo verità, che Egli è unico e non vi è altri all’infuori di lui; amarlo con tutto il cuore, con tutta l’intelligenza e con tutta la forza e amare il prossimo come se stesso vale più di tutti gli olocàusti e i sacrifici».
Vedendo che egli aveva risposto saggiamente, Gesù gli disse: «Non sei lontano dal regno di Dio». E nessuno aveva più il coraggio di interrogarlo.

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29 marzoAscolta, Israele!

È con questa frase che Gesù inizia a rispondere ad uno degli scribi che, interrogandolo, chiedeva quale fosse il più importanti tra tutti i comandamenti. Il Signore da buon maestro dà allo scriba il primo input usando il verbo quasi come un imperativo che precede la frase che racchiude l’essenza del cristiano: «Amerai dunque il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua mente e con tutte le tue forze».
Ascoltare è l‘inizio della preghiera e in questo passo di Vangelo Gesù ci sta dicendo che solo imparando ad ascoltare, noi possiamo imparare ad amare. Questo è il grido di gioia del nostro io più profondo: amare e sentirsi amato, amare e lasciarsi avvolgere da un amore che trova le sue radici in Dio e più precisamente in quel gesto che suo Figlio ci dona salendo sulla croce. La Quaresima è il tempo dove il cristiano viene chiamato ad un ascolto più attento della Parola di Dio, al digiuno dai peccati e alla carità verso i poveri. Questi sono i gesti che ci insegnano ad amare con il cuore, la mente e con tutte le nostre forze.

Chi amare? Ci viene svelato nella seconda parte dove il Maestro avverte così lo scriba: «Amerai il prossimo tuo come te stesso». Solo dopo aver appreso come amare noi stessi possiamo rivolgerci al prossimo e donargli questo dono volontario che viene da Dio e che a Dio ritorna nuovamente portando frutti di vita eterna.

Commento a cura di Mario Pisacane, animatore dell’oratorio Sant’Antonio di Terzigno (NA)

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