Citazione GM

+ Dal Vangelo secondo Giovanni (20,1-9)

Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro.
Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!».
Pietro allora uscì insieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò.
Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario – che era stato sul suo capo – non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte.
Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti.

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21 aprileEgli doveva risorgere dai morti 

Cristo, nostra Pasqua, è Risorto!

Anche noi, cristiani, per essere in piena comunione con Lui, dobbiamo risorgere a vita nuova. E possiamo farlo adesso, subito, lasciando la via della mediocrità, dell’errore, del male, per abbracciare decisamente la via della giustizia, della fratellanza, dell’amore disinteressato. In una parola, la via del bene.

Preghiamo intensamente per ricevere da Dio la forza di impegnarci a vivere come Lui chiede, compiendo le azioni che Lui desidera: accogliendo concretamente i fratelli che abbiamo accanto, chi è nel bisogno, perdonando, chiedendo perdono. Vivremo concretamente la vita cristiana e Gesù vivrà dentro di noi, facendoci uomini nuovi.

Se seguiamo gli insegnamenti di Cristo, potremo vivere come Lui, passando dalla morte alla vita, dalle tenebre alla luce, da una vita imperfetta ad una vita migliore e degna di Lui. Avremo in noi i doni pasquali della pace e della gioia che Gesù ha donato agli Apostoli nel cenacolo e potremo, così, cambiare la nostra esistenza e quella dei fratelli attorno a noi. È l’augurio che faccio a voi e a me.

Buona Pasqua a tutti!

Commento a cura di S. E. mons. Tommaso Caputo, Arcivescovo Prelato di Pompei

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