XX Sabati del Santo Rosario – 13° sabato

XIII SABATO – 3° mistero del dolore Gesù è coronato di spine


Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

Guardiamo con riconoscenza la Madre di Dio, che veneriamo sotto il titolo di Regina del Rosario di Pompei, perché ci riunisca attorno a sé come figli prediletti. Ė lei che ci presenta a Gesù.
Lodiamo insieme il Padre celeste che, nel suo disegno di amore, ha voluto che la Vergine Maria, Madre del suo Figlio Gesù, diventasse nostra madre e a lei ci potessimo rivolgere per essere esauditi nel tempo della prova.
Sostenuti da questa fiduciosa certezza, nella contemplazione dei misteri della vita di Gesù vogliamo ricordare gli eventi di salvezza nei quali, anche tramite la sua collaborazione materna, si è manifestata la misericordia divina.

Invochiamo lo Spirito Santo

Noi ti adoriamo e ti amiamo con tutto il nostro cuore,
o Spirito divino, Dio onnipotente,
Amore del Padre e del Figlio.
Vieni dunque, o Dio di bontà e di misericordia,
a dare la grazia col tuo alito vivificatore al nostro cuore;
vieni, o Fuoco divino e insegnaci a parlare
il linguaggio dei Santi.
Vieni e con la tua luce ineffabile illuminaci,
col tuo fuoco purificaci,
accendici il cuore e rendilo ardente della tua carità.
Spirito di verità, senza di te siamo nell’errore;
Spirito di amore, senza di te siamo aridi;
Spirito di vita, senza di te siamo senza vita.
Donaci, o Dio di bontà, i frutti del tuo Santo Spirito. Amen.
(Dagli Scritti di Bartolo Longo)

Ascoltiamo la Parola di Dio

Dal Vangelo di Giovanni (19, 2-11)
E i soldati, intrecciata una corona di spine, gliela posero sul capo e gli misero addosso un mantello di porpora. Poi gli si avvicinavano e dicevano: «Salve, re dei Giudei!». E gli davano schiaffi.
Pilato uscì fuori di nuovo e disse loro: «Ecco, io ve lo conduco fuori, perché sappiate che non trovo in lui colpa alcuna». Allora Gesù uscì, portando la corona di spine e il mantello di porpora. E Pilato disse loro: «Ecco l’uomo!».
Come lo videro, i capi dei sacerdoti e le guardie gridarono: «Crocifiggilo! Crocifiggilo!». Disse loro Pilato: «Prendetelo voi e crocifiggetelo; io in lui non trovo colpa». Gli risposero i Giudei: «Noi abbiamo una Legge e secondo la Legge deve morire, perché si è fatto Figlio di Dio».
All’udire queste parole, Pilato ebbe ancor più paura. Entrò di nuovo nel pretorio e disse a Gesù: «Di dove sei tu?». Ma Gesù non gli diede risposta. Gli disse allora Pilato: «Non mi parli? Non sai che ho il potere di metterti in libertà e il potere di metterti in croce?». Gli rispose Gesù: «Tu non avresti alcun potere su di me, se ciò non ti fosse stato dato dall’alto. Per questo chi mi ha consegnato a te ha un peccato più grande».

Meditiamo

Da I Quindici Sabati di Bartolo Longo

Contempla Gesù ferocemente lacerato. È costretto ad attraversare tutto il Pretorio e soffrire, passando, le beffe e le insolenze dei soldati che aggiungevano l’insulto alla crudeltà. Egli sopporta i loro oltraggi, come aveva sopportato i loro colpi, con una dolcezza, modestia e pazienza invincibile. Benché fosse in uno stato da muovere a compassione i cuori più duri, per tormentarlo di nuovo, inventarono un genere di supplizio, che era fin allora sconosciuto.

Ecco l’effetto che produce il peccato nell’anima, la quale lo commette con sfrontatezza e con piacere. Un peccato commesso lascia dopo di sé il desiderio di commetterne altri. Anche quando uno è stanco nel peccato, non però ne resta sazio; e benché ne sia perduto il potere, si conserva la volontà di peccare.

Una delle più grandi illusioni dei peccatori è di credere che si libereranno dalla tentazione col soddisfarla. Il commettere il peccato non fa che aumentare in noi l’inclinazione che ci porta ad esso, perché, il peccato, che non è distrutto dalla penitenza, ci trascina col suo peso a un altro peccato. L’anima, che, peccando perde la grazia di Dio, perde anche la forza di resistere alle occasioni del peccato. I Giudei avevano accusato Gesù Cristo di aver voluto farsi e dirsi re dei Giudei. Ora, battutolo e resolo infame, lo espongono, come re da burla, ai fischi del popolo.

Entra tu pure in questo cortile del Pretorio: unisciti a Maria, che, fedele compagna dei dolori di Gesù, si trova anch’ella qui in mezzo a questa folla furibonda, e ne ode le grida e le bestemmie. Domandale la grazia di comprendere questo profondo mistero e di profittarne, e addolcisci in parte il suo dolore. Tolgono dunque a Gesù nuovamente i suoi abiti, lo coprono di un lacero manto color di porpora, formano una corona tessuta di lunghe spine e acutissime, e gliela pongono sul capo: e, affinché non gli cada, gliela conficcano a furia di colpi di bastone. Le spine penetrano da ogni parte, per la fronte e per le tempia; quelle spine gli cagionano dolori sì acuti, che gli avrebbero dato la morte, se la virtù divina non lo avesse sostenuto sino alla croce.

Mi prostro ai tuoi piedi, ti adoro, ti ringrazio, ti lodo, ti confesso tutte le mie miserie, e ti ripeterò cento volte: Ecco l’Uomo. Le mie mani, o Signore, con l’operare l’iniquità ti hanno conficcato queste spine. Ma tutte le miserie non possono togliere la fiducia che ho nelle tue misericordie. Come potrò diffidar di cotesto abisso di carità? Posso io mancare di speranza in te, o mio Dio, vedendo quello che soffri per me? Ecco l’Uomo, per il quale Tu ti sei fatto Uomo. O Madre SS. di Dio, imitatrice perfetta del Salvatore, o Rifugio dei peccatori, ottienimi la volontà e la forza di sopportare tutte le pene della vita, per godere con te la gloria in Cielo.

Contempliamo il mistero

Abbiamo ascoltato la Parola di Dio. Ora innalziamo il nostro animo verso di Lui e invochiamo Maria, lasciandoci guidare alla contemplazione del mistero del suo Figlio Gesù, per poi invocarlo, insieme al Padre e allo Spirito Santo, nella lode trinitaria, traguardo di ogni contemplazione cristiana.

  • Padre nostro
  • Ave Maria…  (al nome di Gesù si aggiunge la clausola cristologica) e benedetto il frutto del tuo seno Gesù, che fu coronato di spine per noi. Santa Maria… (10 volte).
  • Gloria al Padre… 

Preghiamo con il Beato Bartolo Longo

Insieme con il Beato Bartolo Longo mettiamoci alla scuola di Maria Santissima. Condividiamo con lei l’ora del suo Figlio Gesù: l’incoronazione di spine e le sofferenze cui Egli si sottopose per la nostra salvezza.

Adoriamo, o Dio del nostro cuore,
adoriamo l’amore ineffabile che ti ha ridotto in questo stato, e grazie infinite ti rendiamo di tante misericordie. O poveri che siamo! Questo ancora non basta per farci
amare la croce, le ingiurie, le sofferenze
e tutto ciò che ci rende simile a te,
o Dio dell’anima nostra?
Quando sopravvengono patimenti, ne siamo atterriti; quando durano, ne restiamo abbattuti; quando ce ne sentiamo liberi, ne godiamo.
Quando distruggerai Tu, o nostro Dio,
la debolezza della nostra carne
con la forza del tuo amore?
O Madre nostra amareggiata per i nostri peccati,
noi vogliamo aver parte al tuo gran dolore
facendoci compagni della tua pena,
pregandoti di scolpirla nel nostro cuore,
unendoci con più forte amore al tuo prediletto Figlio. Offrigli insieme col tuo Cuore il nostro cuore addolorato, e digli quelle parole ineffabili di amore
che non sappiamo dire.


La giaculatoria che ora recitiamo ci aiuti ad unire il significato del mistero che abbiamo pregato con l’impegno di vita.

Regina del Santo Rosario di Pompei, Madre nostra dolcissima, ottienici che, contemplando Gesù coronato di spine, sentiamo gran-de dolore per i nostri peccati e crediamo al suo vangelo come fonte e misura di vera umanità.

Beato Bartolo Longo, apostolo del Santo Rosario, prega per noi.

Preghiamo secondo le intenzioni di Papa Francesco: Padre Nostro… Ave, Maria… Gloria…

SALVE, REGINA
Salve, Regina, Madre di misericordia; vita, dolcezza e speranza nostra, salve. A te ricorriamo, noi esuli figli di Eva; a te sospiriamo, gementi e piangenti in questa valle di lacrime. Orsù dunque, avvocata nostra, rivolgi a noi gli occhi tuoi misericordiosi. E mostraci, dopo questo esilio, Gesù, il frutto benedetto del tuo seno. O clemente, o pia, o dolce Vergine Maria.

LITANIE DELLA MADONNA
Signore, pietà. Signore, pietà
Cristo, pietà. Cristo, pietà
Signore, pietà. Signore, pietà
Santa Maria, prega per noi
Santa Madre di Dio, » »
Santa Vergine delle vergini, » »
Madre di Cristo, » »
Madre della Chiesa, » »
Madre della divina grazia, » »
Madre purissima, » »
Madre castissima, » »
Madre sempre vergine, » »
Madre immacolata, » »
Madre degna d’amore, » »
Madre ammirabile, » »
Madre del buon consiglio, » »
Madre del Creatore, » »
Madre del Salvatore, » »
Vergine prudente, » »
Vergine degna di onore, » »
Vergine degna di lode, » »
Vergine potente, » »
Vergine clemente, » »
Vergine fedele, » »
Specchio di perfezione, » »
Sede della Sapienza, » »
Fonte della nostra gioia, » »
Tempio dello Spirito Santo, » »
Tabernacolo dell’eterna gloria, » »
Dimora consacrata di Dio, » »
Rosa mistica, » »
Torre della santa città di Davide, » »
Fortezza inespugnabile, » »
Santuario della divina presenza, » »
Arca dell’alleanza, » »
Porta del cielo, prega per noi
Stella del mattino, » »
Salute degli infermi, » »
Rifugio dei peccatori, » »
Consolatrice degli afflitti, » »
Aiuto dei cristiani, » »
Regina degli angeli, » »
Regina dei patriarchi, » »
Regina dei profeti, » »
Regina degli Apostoli, » »
Regina dei martiri, » »
Regina dei confessori della fede, » »
Regina delle vergini, » »
Regina di tutti i santi, » »
Regina concepita
senza peccato, » »
Regina assunta in cielo, » »
Regina del rosario, » »
Regina della famiglia, » »
Regina della pace, » »

Agnello di Dio, che togli i peccati
del mondo, perdonaci, Signore
Agnello di Dio, che togli i peccati
del mondo, ascoltaci, Signore
Agnello di Dio, che togli i peccati
del mondo, abbi pietà di noi.


PICCOLA SUPPLICA ALLA MADONNA DI POMPEI

Dopo aver meditato e contemplato il mistero, concludiamo la nostra preghiera rivolgendoci con amore filiale a Colei alla cui scuola impariamo a immergerci nel mistero di Dio e a vivere come a Lui piace.

Madonna GM

Vergine del Santo Rosario,
Madre del Redentore,
donna della nostra terra
innalzata al di sopra dei cieli
umile serva del Signore
proclamata Regina del mondo
dal profondo delle nostre miserie
noi ricorriamo a Te.
Con fiducia di figli
guardiamo il tuo viso dolcissimo.
Coronata di dodici stelle,
Tu ci porti al mistero del Padre,
Tu risplendi di Spirito Santo,
Tu ci doni il tuo Bimbo divino,
Gesù, nostra speranza
unica salvezza del mondo.
Porgendoci il tuo Rosario
Tu ci inviti a fissare il suo volto.
Tu ci apri il suo cuore,
abisso di gioia e di dolore,
di luce e di gloria,
mistero del figlio di Dio,
fatto uomo per noi.
Ai tuoi piedi sulle orme dei Santi
ci sentiamo famiglia di Dio.
Madre e modello della Chiesa,
Tu sei guida e sostegno sicuro.
Rendici un cuor solo e un’anima sola,
popolo forte in cammino verso la patria del cielo.
Ti consegniamo le nostre miserie,
le tante strade dell’odio e del sangue
le mille antiche e nuove povertà
e soprattutto il nostro peccato.

A te ci affidiamo, Madre di misericordia:
ottienici il perdono di Dio,
aiutaci a costruire un mondo
secondo il tuo cuore.
O Rosario benedetto di Maria
catena dolce che ci annoda a Dio,
catena d’amore che ci fa fratelli,
noi non ti lasceremo mai più.
Nelle nostre mani
sarai arma di pace e di perdono,
stella del nostro cammino.
E il bacio a te con l’ultimo respiro
ci immergerà in un’onda di luce,
nella visione della Madre amata
e del Figlio divino,
anelito e gioia del nostro cuore
con il Padre e lo Spirito Santo. Amen.

Autore dell'articolo: GM Pompei

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