Commento al Vangelo della Domenica di Pasqua 2020


+ Dal Vangelo secondo Giovanni (20,1-9)

Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro.
Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!».
Pietro allora uscì insieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò.
Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario – che era stato sul suo capo – non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte.
Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti.


«Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro».

Carissimi amici, siamo a Pasqua, una Pasqua diversa e inedita.
Il mondo intero è stato quasi soffocato dall’abbraccio letale del “coronavirus”, che ci ha accompagnato lungo il cammino quaresimale seminando morte e sofferenze, limitando libertà e abitudini, producendo macerie morali, sociali ed economiche.
Abbiamo sperimentato fragilità e limiti, insieme al silenzio assordante delle piazze e delle strade vuote.
Abbiamo avuto paura!
Abbiamo temuto di essere travolti dalla tempesta epidemica e di affondare imbarcando nella nostra vita personale e comunitaria le sue nefaste conseguenze.

Anche la vita di fede è stata in qualche modo depotenziata delle sue abituali espressioni. Abbiamo dovuto rinunciare, alle nostre assemblee domenicali, ai riti della Settimana santa e alla celebrazione pasquale. Mai visti così vuoti e senza popolo di Dio: chiese, cattedrali e santuari!
Abbiamo dovuto rinunciare all’Eucaristia, anche se non sono mancati momenti di preghiera e celebrazioni grazie alle diverse reti televisive e ai social.

Grazie a Dio, però, in questo tempo di pandemia non abbiamo visto solo sofferenza e morte. Anzi! È stato un tempo illuminato dalla solidarietà e dall’amore.
La generosità di tantissimi medici ed operatori sanitari che hanno prestato la loro opera instancabilmente, dando perfino la vita per gli ammalati, e il servizio altrettanto encomiabile degli uomini e delle donne della Protezione Civile, delle Forze dell’Ordine e delle diverse Associazioni di volontariato, che si sono prodigati in mille modi per alleviare sofferenze, solitudini e necessità, sono stati come una luce fortissima, che ha rischiarato il buio dei nostri egoismi e delle nostre indifferenze, dando credibilità al sogno che un nuovo mondo è possibile.

Questa luce e questa speranza hanno visto gli apostoli Giovanni e Pietro corsi al sepolcro, come ci ricorda il Vangelo di questo giorno. Hanno visto la tomba vuota e la luce di Cristo risorto, di Colui che ha vinto la morte e ha dato nuovi orizzonti, “cieli nuovi e terre nuove”, all’umanità di ogni tempo e alla vita personale di ciascuno di noi.
Pasqua è festa di luce, di rinascita spirituale e sociale per tutti: credenti e non credenti. Un nuovo mondo è possibile, nel segno dell’amore, iniziando proprio dal giorno di Pasqua, dal giorno di Gesù Risorto! Facciamo anche noi la nostra parte con altruismo e responsabilità.

Al Signore onnipotente chiediamo di saper vivere con generosità la nostra vita in sintonia con il Vangelo della Risurrezione, con un cuore nuovo capace di amare e di bandire ogni forma di egoismo e di contrapposizione; un cuore solidale, che sappia condividere e spezzare il pane della fraternità, soprattutto con i meno fortunati e con quanti sono nel bisogno.
Lui, che nella gloriosa Risurrezione del suo Figlio ha ridato la gioia al mondo intero, per intercessione della Beata Maria Vergine del santo Rosario e del Beato Bartolo Longo, ci conceda di godere la gioia della vita senza fine.

Auguri di Buona Pasqua a tutti.

Ringraziamo Mons. Pasquale Mocerino, Rettore del Pontificio Santuario di Pompei, per il suo commento.

Puoi condividere il Vangelo e la meditazione di oggi sui tuoi social utilizzando i pulsanti che trovi qui sotto

Autore dell'articolo: GM Pompei

Dicci la tua!