Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 6,7-15)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Pregando, non sprecate parole come i pagani: essi credono di venire ascoltati a forza di parole. Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno prima ancora che gliele chiediate.
Voi dunque pregate così:
Padre nostro che sei nei cieli,
sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno,
sia fatta la tua volontà,
come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
e rimetti a noi i nostri debiti
come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori,
e non abbandonarci alla tentazione,
ma liberaci dal male.
Se voi infatti perdonerete agli altri le loro colpe, il Padre vostro che è nei cieli perdonerà anche a voi; ma se voi non perdonerete agli altri, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe».

 

 

“Padre Nostro…”

Padre nostro…sì Padre…Nostro …mio …tuo…loro. Sì anche di quelli che arrivano in Italia perché sperano…di vivere o di sopravvivere. Ma che sempre più spesso diventano delle immagini al telegiornale… salvo tornarci in mente se seguendo SanRemo ascoltiamo un bravissimo attore che ce ne fa ascoltare la voce, il cuore… ed anche gli occhi. 

Allora ricordiamo di averli visti quegli occhi magari al di fuori di un supermercato o di un bar…e avremo pensato…eccone un altro. Padre nostro..Sì Padre…Nostro…mio…tuo…loro.

Quante parole riempiono la nostra giornata… ma a quante diamo veramente un significato?… e quante hanno veramente senso nella nostra vita?…

quante preghiere riempiamo di parole e in quante invece consentiamo al nostro cuore di esprimersi?

Ma se ci fermiamo alle parole…nessuno ci ascolterà …nulla cambierà…i fratelli lontani resteranno lontani…anche avendo lo stesso Padre…Nostro.

GOD morning a tutti!!!

A cura di Paolo di Palma, Azione Cattolica Pompei.

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