Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 3,14-21)

In quel tempo, Gesù disse a Nicodèmo:
«Come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna.
Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio.
E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno amato più le tenebre che la luce, perché le loro opere erano malvagie. Chiunque infatti fa il male, odia la luce, e non viene alla luce perché le sue opere non vengano riprovate. Invece chi fa la verità viene verso la luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio».

 

 

“Bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna ”

La Parola di Dio di questa domenica preannuncia la Croce, scandalo per i giudei, stoltezza per i pagani (1Cor 1, 23), ma, per noi cristiani, fonte di salvezza.

Il patibolo, pensato per esporre il condannato al pubblico disprezzo, diventa il luogo dell’esaltazione dell’amore innocente del Figlio, capace di salvare noi, i veri condannati. Gesù lo dice chiaramente a Nicodemo: solo chi crede in Lui innalzato in croce trova la salvezza, si avvicina alla luce, alla verità e ottiene la vita eterna.

          In questo modo Gesù ci rivela che Dio ha un grande progetto di amore su di noi e vuole salvarci attraverso Suo Figlio che, dopo essersi incarnato, darà la vita per noi.

          Dio, come aveva usato misericordia nei confronti del popolo che aveva trasgredito l’alleanza, anche oggi, di fronte al peccato degli uomini, non viene a portare un giudizio di condanna, ma di salvezza.

          Gesù si lascia flagellare e schernire, perdona chi gli fa del male, prende su di sé gli abissi del mondo, vi entra personalmente, se ne fa carico, fino all’abbandono e alla morte, riconciliando il mondo con Dio attraverso il Suo sangue.

          Anche noi siamo chiamati ad accettare, anzi, a scegliere le nostre croci per sperimentare fin da ora la libertà dei figli di Dio e la pienezza della gioia, quella che il mondo non potrà mai darci.

GOD morning a tutti!!!

A cura di S.E. Mons. Tommaso Caputo, Arcivescovo Prelato di Pompei

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