Guardando oggi Gesù appeso sulla croce ci verrebbe da usare un’espressione forse non molto teologica ma molto diffusa nella nostra vita: “Ma chi te l’ha fatto fare”. Questo rischio, questa fatica, questo apparente fallimento, invece, è il luogo dove incontriamo Gesù crocifisso anche noi.

Dio non abita solo le giornate dove tutto va bene. Egli ha riempito anche quegli anfratti oscuri dove tante volte passiamo molto tempo della nostra vita. Sono gli angoli oscuri di certe famiglie, di certe malattie, di certe storie, di certe circostanze.

Gesù ha sancito un cambiamento radicale. Quello che prima era solo un fallimento, oggi, in questo Venerdì Santo è diventato anche il luogo della sua presenza e se trovi il coraggio di non scappare, di non disertare la fatica di quell’istante, di quelle circostanze, allora vinci, come Egli stesso ha vinto ma la vittoria, ricorda, passa sempre attraverso la prostrazione della sconfitta. Per paura di perdere molte volte evitiamo anche di vivere.

Gesù ci insegna che non solo non dobbiamo avere paura di perdere ma forse dobbiamo avere il coraggio di perdere ma di perdere alla sua maniera, perdere con fiducia, rischiando in estremo di lasciarci e di lanciarci nelle mani di un Padre che magari senti lontano, di fare come Gesù che sente la sua assenza ma dice in manos tuas – nelle tue mani, Padre, consegno il mio Spirito.

A cura di don Luigi Maria Epicoco
(Teologo e Scrittore)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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