Cercare un segno. Quante volte io, tu, noi cerchiamo segni? Siamo convinti di aver bisogno di vedere qualcosa di grandioso, di stra-ordinario per credere, per scegliere di cambiare strada.
Nei nostri cuori, per quanto amiamo spesso ripeterci il contrario, è radicata in fondo alla nostra coscienza un’idea cattiva di Dio: un Dio che ripaga secondo i meriti, un Dio “lista dei desideri”, un Dio che alla fin fine si diverte soltanto con le nostre vite.
«Perché Dio non mi dà quella cosa che desidero tanto? Perché non riesco a capire cosa farmene di questa vita? Perché non trovo il mio posto e la mia felicità e mi sento sballottato tra un fallimento e l’altro? Dio dammi un segno!»

«[…]ma non le sarà dato nessun segno fuoché il segno di Giona»: Giona trascorse tre giorni e tre notti nel ventre della balena. È chiaro il riferimento alla resurrezione.
La chiave sta proprio qui: Lui viene a salvarti! Non sei tu che ti devi salvare con i tuoi meriti, anche perché se fosse così cari miei, saremmo messi male!
Dio non è giudice, è misericordia! E invece di chiedere segni straordinari forse possiamo tentare di educarci all’ascolto per scorgerlo nell’ordinario. Ma come posso imparare ad ascoltare un Dio che viene a salvarmi? Sono tre “le vie” che in questo tempo di Quaresima possiamo decidere di intraprendere per imparare ad ascoltare Dio: nella Parola, ogni giorno, una Parola che attraverso la Chiesa Dio dona proprio a te; nelle persone che incontrerai e negli eventi della vita. È là che Dio ti aspetta, ed è là che se saprai ascoltare lo incontrerai!

Tendi l’orecchio!

GOD morning a tutti!!!

 

 

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