L’uomo di cui il Vangelo parla è una persona malata da ben trentotto anni. Ma a quanto pare alla sua presenza sotto i portici, vicino al tempio, si erano abituati proprio tutti. Quanta gente gli sarà passata accanto… eppure nessuno lo ha mai aiutato.

Gesù però è diverso: si accorge di lui, si avvicina, si china su di lui e lo libera. La sua presenza, i suoi gesti e le sue parole dicono che la salvezza di Dio non è più legata a un luogo, a una tradizione, a una rigida serie di norme da rispettare.

Questo dovrebbe renderci felici, ma spesso non è così. Al versetto 9, si legge: «Però quel giorno era sabato». È ciò che scatta nella testa di chi, come i Giudei, protegge le tradizioni, piegando ad esse la salvezza. È quel «però» che scatta anche in noi quando le logiche di Dio scardinano le nostre equilibrate misure.

Sia la nostra Quaresima un tempo di conversione: convertiamoci alla gioia e allo stupore della salvezza, offerta da Dio a tutti, sempre!

GOD morning a tutti!!!

A cura di Suor Mariangela Tassielli
(www.cantalavita.com)

 

 

 

Follow by Email
Facebook
Facebook
Google+
http://www.gmpompei.it/quaresima2017/commento-di-martedi-28-marzo/
Instagram