La vita ha fatto piangere anche Gesù. Deve essere successo quando ha incontrato la sofferenza degli uomini. Oppure, lo dice il Vangelo, quando ha visto il sepolcro dell’amico Lazzaro. Forse anche quando si è reso conto di essere rifiutato e perseguitato.

Quella sera doveva essere dolcissima e nello stesso tempo amara e faticosa. Aveva deciso di mangiare con gli amici, per l’ultima volta. Aveva delle cose importanti da dire: li voleva salutare. Ma soprattutto voleva dire loro che avrebbe tirato dritto, che non si sarebbe arreso.

Noi pensiamo che per tirare dritto, nella vita, bisogna mostrare i muscoli, fare la faccia dura, prepararsi a gesti di forza e – se necessario – di violenza. Ma Lui non poteva: aveva detto che quelli felici sono miti, cercano di costruire la pace, vivono di misericordia.

Lassù, sulla montagna, Gesù aveva parlato ai “beati” invitandoli a tenere duro e rianimando la loro fiducia nella vita, educando il desiderio verso ciò che vale la pena.

È così che Gesù si prepara a lasciare questo mondo. Accettando anche di salutare l’amico che esce dalla sala da pranzo per andare a consegnarlo. Avrà pianto, almeno nel cuore, perché i tradimenti bruciano. Ma è così che mostra la sua forza: consegnandosi, per amore, alla nostra libertà di accoglierlo o di rifiutarlo. Ed è questa grandezza che oggi vogliamo contemplare.

God Morning a tutti!!!

A cura di don Michele Falabretti
(Responsabile del Servizio Nazionale per la Pastorale Giovanile)

 

 

 

 

 

 

 

 

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