Sono parole del brano evangelico del giudizio finale, dove il Signore ci fa capire che la nostra vita sarà valutata su quanto avremo saputo donare. Si diventa grandi proprio nella misura in cui s’impara ad aprire la mano ed il cuore. A questo riguardo, papa Francesco costruisce il messaggio per la Quaresima sulla parabola del ricco e di Lazzaro. Lazzaro è un povero che giace alla porta del ricco, nutrendosi di quanto cade dalla sua tavola. Del ricco sappiamo poco, di lui non è rimasto nemmeno il nome. È uno che basta a se stesso, vanitoso, avido, incapace perfino di vedere Lazzaro. Come ricordate, la parabola continua in quello che Lucio Dalla chiamava “il secondo tempo”, dove finalmente il ricco riconosce Lazzaro e pretenderebbe da lui quelle attenzioni che, egli per primo, gli ha negato nella vita terrena.

“Tutto quello che avete fatto ad uno solo di questi miei fratelli più piccoli.”

L’amore da un nome al fratello, lo rialza, lo riconosce come un dono, soprattutto, più noi apriamo la porta all’altro, più ritroviamo il nostro nome più vero, il nostro volto più bello.

GOD morning a tutti.

 

 

 

 

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