Così Gesù, Vero Dio, rivela il suo essere costantemente accanto all’uomo. Egli è prima di Abramo, perché eterno, e quindi da sempre in intima comunione con il Padre.

Tante volte però, noi uomini lo sentiamo lontano dalla nostra vita non riuscendo a lasciarci travolgere dal suo amore senza tempo. Nelle difficoltà ci scoraggiamo, ci arrendiamo, ci sentiamo abbandonati e talvolta traditi. Ma se solo pensassimo alla sua morte in croce, al suo dono per liberare l’umanità dal peccato e dalla morte!

E noi… saremmo disposti a fare lo stesso? A morire per chi amiamo e soprattutto per chi ci fa soffrire? Siamo capaci di amare senza misura, senza sé e senza ma, liberi da ogni compromesso, fiduciosi nel domani, certi soltanto del suo amore di Padre? Eppure basterebbe semplicemente lasciarci toccare dalla sua Parola, fare di essa un esempio di vita, spiraglio di luce nelle tenebre della nostra esistenza.

L’ “Io Sono” è l’invito a sentirci figli di Dio! Apriamoci all’incontro con il Padre, ricerchiamo in Lui la felicità, il perdono, la strada autentica per giungere alla salvezza eterna.

A cura di Francesco Spiezia
(GiFra Marigliano, Diocesi di Nola )

 

 

 

 

 

 

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