Il tema della ricchezza e della povertà è largamente presente nei racconti di Gesù. Quasi sempre, Egli ci insegna che la ricchezza allontana dalla redenzione e dalla salvezza, mentre la povertà è prediletta agli occhi di Dio, ma la ricchezza condannata da Gesù non è il semplice possesso di beni materiali, pochi o molti che siano, quanto la bramosia di possederne sempre di più, la difficoltà a separarsene, e di conseguenza la schiavitù che ne deriva.

Il ricco che vive nel lusso mentre il povero Lazzaro è affamato, viene condannato ai tormenti dell’inferno. E’ la stessa sorte che attende chi oggi non è capace di rinunciare al superfluo e di condividere i propri beni, materiali e non, con chi ne ha bisogno.

Alla richiesta del ricco di mettere in guardia i suoi parenti, affinché non subiscano la sua stessa sorte, Abramo risponde che essi non ascoltano Mosè e i Profeti: neppure la Resurrezione potrà persuaderli a cambiare stile di vita. Anche noi abbiamo ricevuto la fede e professiamo di credere alla morte e Resurrezione di Cristo.

Alla luce di ciò, siamo dunque pronti a rinunciare alle “ricchezze” che ci rendono schiavi? Stiamo affrontando questa Quaresima come cammino di penitenza, preghiera e carità? Siamo pronti a rifiutare il ruolo del “ricco avido” e a vivere e accettare la “povertà”, certi della ricompensa che ci attenderà?

GOD morning a tutti!!!

 

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