La Trasfigurazione è il Vangelo della seconda domenica di Quaresima. Gesù si trasfigura sul monte, dove si posano il primo e l’ultimo raggio di sole.

Questa esperienza straordinaria vede coinvolti due giganti dell’Antico Testamento, Mosè ed Elia: hanno vissuto straordinari momenti di luce, ma anche di grande oscurità. Mosè non entrò mai nella terra promessa; Elia fu oggetto di una violenta persecuzione. Gesù, più di ogni altro, farà questa esperienza di passaggio dalla morte alla vita.

Anche la fede è un passaggio, un esodo: da ciò che è abituale a un orizzonte imprevedibile.

Gesù salì sul monte per pregare. È la preghiera che ci aiuta a trasfigurare la nostra esistenza. Pregare significa ricercare quella solitudine che spesso evitiamo: non per disprezzo degli altri, ma per attingere più profondamente alla nostra anima, per tornare a dare del tu al nostro io.

Ma la preghiera è anche ascolto, è dare spazio a ciò che Dio intende comunicare di sé. Il rischio è di ascoltare parole molto distanti da noi, ma diversamente come potremmo uscire dal nostro angusto orizzonte?

La preghiera ci fa anche più lucidi, determinati e coerenti con quello che crediamo, sottraendoci al nostro facile conformismo. Pregare è vivere in pienezza.

GOD morning a tutti!!!

 

 

 

 

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