“A chi posso paragonare questa generazione?”

Con l’espressione “questa generazione” Gesù si riferisce alla gente del suo tempo, ma inevitabilmente anche a noi. Gesù rimprovera a “questa generazione” di essere come bambini capricciosi e pigri, che vogliono essere lasciati in pace, che non vogliono essere sollecitati a fare delle scelte; e allo stesso tempo come bambini testardi che pretendono che gli altri danzino come vogliono loro, che tutto debba andare come vogliono loro.

 

Incontentabili, brontoloni, pronti ad esprimere giudizi lapidari che rispecchiano una mentalità superficiale.
Giovanni il Battista per la sua vita rigida viene accusato di essere posseduto. Il tenore di vita di Gesù era differente, eppure era egualmente condannato, anche perché scalfiva l’idea di Dio dell’epoca.

Forse anche noi restiamo spiazzati dal volto di Dio che Gesù svela, un volto che ama la vita e ne gode le gioie.Non siamo forse abituati ad immaginarci un Dio serioso? A pensare al cristiano come a colui che rinuncia alle gioie della terra? Al cristianesimo un po’ “sofferente”, Gesù contrappone una visione dell’uomo che gioisce delle bellezze della vita.

Non siamo allora svogliati e brontoloni, mai contenti della vita, di noi, degli altri, di Dio; proviamo a cogliere da dentro il grande dono che Dio ci ha fatto e la missione a cui ci ha chiamati.

a cura di Carmine Trocchia, Equipe Giovani AC – Nola

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Categorie: 2017-Avvento