Ascoltandolo, Gesù si meravigliò e disse a quelli che lo seguivano: “In verità io vi dico, in Israele non ho trovato nessuno con una fede così grande”.

Il Vangelo di oggi ci presenta l’incontro di Gesù con il centurione, o forse più corretto sarebbe dire l’incontro di Gesù con il mondo pagano. Il centurione, soldato dell’esercito romano, spinto da  bisogno e sofferenza cerca Gesù, e quest’ultimo senza preconcetti, accoglie e ascolta la richiesta. Da questa disponibilità e apertura, nasce l’incredulità, a tal punto che l’uomo si sente indegno della  visita del Signore e proprio questo strano sentimento di umiltà, spinge il centurione ad affidarsi e a confidare completamente in Gesù. La fede del centurione è quella che Gesù chiede ad ognuno di noi, una fede non dottrinale, ma fatta di gesti, di opere, di un totale abbandono in Dio. Questo tempo “forte”, di attesa e di rinascita ci è dato, appunto, per scuoterci dall’abitudine, per spezzare l’asfalto che anestetizza la fede, che la rende “abituale”, “normale”.

Le parole del centurione si ricollegano alle parole che pronunciamo durante la liturgia eucaristica, in cui ognuno di noi si professa non degno della partecipazione alla mensa del Signore, ma, contemporaneamente, rinnova la completa fiducia nella misericordia di Dio.

a cura del Gruppo Giovani AC – Parrocchia SS.mo Salvatore – Pompei

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Categorie: 2017-Avvento