“Non trovando da quale parte farlo entrare a causa della folla, salirono sul tetto e, attraverso le tegole, lo calarono con il lettuccio davanti a Gesù nel mezzo della stanza”

È interessante notare come la guarigione del paralitico, compiuta da Gesù, passi anche attraverso le mani di uomini: uomini perseveranti, che non desistono di fronte ad un muro di persone ma che, imperterriti, salgono sul tetto della casa, tirano su l’uomo steso sul suo lettuccio e lo calano giù, attraverso le tegole, nel mezzo della stanza.

Da sempre il Signore rinuncia a fare tutto da solo, è sempre alla ricerca di braccia, gambe, piedi, mani, cuori di uomini che collaborino con Lui, che lo accolgano. Il Signore, l’Onnipotente, ha bisogno del nostro aiuto, così come quella notte a Betlemme, dove si presentò piccolo, fragile, bisognoso di cure. Ma quante volte nella nostra vita accogliamo la chiamata del Signore, gli offriamo la nostra collaborazione, il nostro aiuto, quante volte ci carichiamo di buoni propositi ma poi ci lasciamo spaventare e desistiamo di fronte al primo ostacolo? Quante volte alla prima difficoltà siamo tentati da quel famoso “pensa a te stesso”?

E allora chiediamo al Signore, a partire da questo tempo di Avvento, di donarci l’arte della perseveranza, affinché non ci stanchiamo mai di collaborare con Lui, di aiutarlo, affinché possiamo essere sempre pienamente partecipi della salvezza di chi ci è accanto.

a cura di Nicola Sergianni, membro Equipe diocesana AC Nola.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Categorie: 2017-Avvento