Questo passo del Vangelo di Luca, nella sua brevità, mi ha provocato su due punti.
Innanzitutto mi ha colpito l’immagine di Maria che si mette in cammino per prestare aiuto ad Elisabetta. Ogni giorno vedo e sento persone che mi chiedono aiuto. Mi domando perché, sebbene siano piccoli gesti, difficilmente porgo la mia mano o regalo una parola buona. “Sfogliando” la mia vita, ho riletto alcune pagine dove ho sperimentato in prima persona l’esperienza di aiutare il mio prossimo.In quei momenti mi aspettavo di ricevere un sorriso, una calorosa stretta di mano, una parola di ringraziamento; invece oltre a tutto questo, provavo anche una gioia piena.Dentro di me si accendeva la consapevolezza che ricevevo più di quanto davo.

Forti sono anche le parole che Elisabetta pronuncia a Maria, ed una in particolare tocca la mia sensibilità: Maria ha creduto che la parola del Signore si sarebbe realizzata in lei. Nella mia Diocesi di Padova, il Vescovo si è messo in ascolto di noi giovani indicendo un sinodo diocesano, un cammino fatto insieme che ci aiuta a credere e a sperare che il Signore ci ha donato grandi potenzialità, ma che per poterle metterle in atto, non possiamo fermarci alle apparenze, dobbiamo invece scavare in profondità nel nostro cuore.

Cosa mi dice questo Vangelo? “Alzati e va, c’è qualcuno che ti sta aspettando e che confida proprio in te”.

a cura di Nicolas Guaraldo, studente presso la Facoltà teologica del Triveneto.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Categorie: 2017-Avvento