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Vangelo (Gv 5,33-36)
In quel tempo, Gesù disse ai Giudei:
«Voi avete inviato dei messaggeri a Giovanni ed egli ha dato testimonianza alla verità. Io non ricevo testimonianza da un uomo; ma vi dico queste cose perché siate salvati. Egli era la lampada che arde e risplende, e voi solo per un momento avete voluto rallegrarvi alla sua luce.
Io però ho una testimonianza superiore a quella di Giovanni: le opere che il Padre mi ha dato da compiere, quelle stesse opere che io sto facendo, testimoniano di me che il Padre mi ha mandato».

Commento (a cura di Antonella Testa, AC giovani Parrocchia “Immacolata Concezione – Saviano” )

Nel Vangelo di oggi Giovanni il Battista viene descritto con una metafora: una lampada che emanava molta luce, ma che è stato accolta per poco tempo.
Gesù, quindi, ci sta avvisando che se non siamo riusciti a mantenere nel cuore le indicazioni del Battista, allora dobbiamo guardare direttamente alle Sue opere.Ci sta mettendo in guardia dalle nostre prime impressioni, talvolta affrettate.Ci sta ricordando che il Battista è un profeta e non il Messia, è colui che custodisce una verità più grande di se stesso. Egli è strumento e testimone nelle mani del Signore. Gesù ci vuole indicare, quindi, la direzione giusta da tenere e il punto a cui guardare: è lui il punto fermo verso cui rivolgere lo sguardo, è lui la luce del mondo. Giovanni, dunque, è quella lampada infuocata di amore e di verità. Anche intorno a noi ci sono tante lampade che, come il Battista, provano a portare luce nella nostra vita e sulle nostre scelte, ad illuminare le ore della prova. Tante volte, però, sbattiamo la porta in faccia ai “profeti” dei nostri giorni che, come il Battista, restano incompresi. Giovanni ci insegna che Cristo lo incontriamo se ci diamo da fare, se diamo retta ai tanti profeti che ancora camminano accanto a noi e che ci dicono che passerà il tempo del disfattismo, della crisi dell’uomo più che dell’economia. I profeti sono coloro che mantengono accesa la fiamma della speranza. E noi, spesso, non li riconosciamo, passiamo oltre, apponendo etichette con su scritto “questo è pazzo, è un illuso”. In questi giorni che ci separano dal Natale sforziamoci di riconoscere i profeti che incrociamo nelle nostre vite e che possono aiutarci ad incontrare Cristo. Che bello sarebbe se riuscissimo a non lasciarci travolgere dall’imminente buonismo natalizio che rischia di ridurre la venuta di Gesù ad una melassa di buone intenzioni. Che bello se decidessimo di costruire una strada nel deserto delle nostre vite!

Veglia il cuore, sveglia la Vita!!

Buona Giornata

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Categorie: 2016-Avvento