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Vangelo (Mt 11,28-30)
In quel tempo, Gesù disse:
«Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».

COMMENTO ( a cura di Antonella Ventre, giornalista di TV2000)

Viviamo sempre di corsa, cercando di essere sempre i primi in tutto, di fare bene ogni cosa, non solo bene ma il nostro scopo è quello di are meglio degli altri. Così facendo dimentichiamo quanta bellezza ci sia nella mitezza e nell’umiltà di cuore.
Quello che ci chiede Gesù non è una cosa semplice, prendere il suo giogo, imparare da lui. Eppure se riusciamo a prenderlo, a far trainare la nostra vita dalla sua parola, dai suoi insegnamenti potremmo trovare il ristoro.
Parlando con il parroco di Aleppo, qualche giorno fa gli ho chiesto come fa a non perdere la sua fede nonostante le bombe, nonostante il dolore dei bambini, nonostante la guerra e gli ho chiesto anche perché aveva scelto di essere lì. Lui mi ha detto che li, tra quelle bombe, tra quel dolore lui vive la passione di Cristo. Ecco se penso alle parole del Vangelo “prendete il mio giogo sopra di voi” penso a padre Ibrahim che ogni giorno esce dalla sua chiesa a distribuire l’acqua nonostante questo voglia dire rischiare la sua vita.
Sembra una contraddizione, imparare da qualcuno che è stato ucciso su una croce; prendere un giogo su di se. Questo normalmente non porta a star bene eppure chiunque abbia sperimentato l’umiltà di cristo, la sua vicinanza nei momenti di difficoltà capisce cosa vuol dire. Capisce che sono proprio quei momenti duri, scuri, cupi quelle bombe che ci fanno capire quanto sia bella la luce, che ci fanno apprezzare davvero il ristoro di Cristo.
Veglia il cuore, sveglia la vita! Buona giornata!

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Categorie: 2016-Avvento