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Vangelo (Mt 9,27-31)
In quel tempo, mentre Gesù si allontanava, due ciechi lo seguivano urlando: “Figlio di Davide, abbi pietà di noi”.
Entrato in casa, i ciechi gli si accostarono, e Gesù disse loro: “Credete voi che io possa fare questo?”. Gli risposero: “Sì, o Signore!”.
Allora toccò loro gli occhi e disse: “Sia fatto a voi secondo la vostra fede”. E si aprirono loro gli occhi.
Quindi Gesù li ammonì dicendo: “Badate che nessuno lo sappia!”. Ma essi, appena usciti, ne sparsero la fama in tutta quella regione.

Commento (a cura di Riccardo Insero, Gioventù francescana Italia)

In questo prezioso tempo di attesa la Parola che la liturgia oggi ci dona è qualcosa di veramente splendido. Sì perché chi potrebbero essere i ciechi se non proprio noi che tanto spesso non riusciamo a vedere? Non riusciamo a vedere il Signore che passa lungo le nostre strade, che viene a casa nostra, che ha operato meraviglie nella nostra vita. «Credete che io possa fare questo?» chiede Gesù a questi poveri ciechi: è la fede che permette al Signore di stravolgere la loro vita, è credere che apre loro gli occhi.

Credere nel Figlio di Dio che viene nella nostra vita ci apre gli occhi. Ci permette di vedere. Vedere quello che da soli non riusciamo, scorgere fra le pieghe delle nostre giornate occupate dallo studio e dal lavoro la presenza di un Dio che ama, che viene per salvarci.

Ti permette di scorgere un progetto di bellezza per la tua vita, un sogno che Dio ha per te. E proprio come i ciechi di questo Vangelo, una volta trasformati dall’incontro con Lui, non potremo trattenere la gioia di questo incontro, non potremo fare a meno di annunciare il Dio-amore, il Dio-con-noi, l’Emmanuele.

“Veglia il cuore, sveglia la vita! Buona giornata!”

 

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Categorie: 2016-Avvento