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Vangelo (Mt 3,1-12)
In quei giorni, venne Giovanni il Battista e predicava nel deserto della Giudea dicendo: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino!». Egli infatti è colui del quale aveva parlato il profeta Isaìa quando disse: «Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri!».
E lui, Giovanni, portava un vestito di peli di cammello e una cintura di pelle attorno ai fianchi; il suo cibo erano cavallette e miele selvatico. Allora Gerusalemme, tutta la Giudea e tutta la zona lungo il Giordano accorrevano a lui e si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati.
Vedendo molti farisei e sadducei venire al suo battesimo, disse loro: «Razza di vipere! Chi vi ha fatto credere di poter sfuggire all’ira imminente? Fate dunque un frutto degno della conversione, e non crediate di poter dire dentro di voi: “Abbiamo Abramo per padre!”. Perché io vi dico che da queste pietre Dio può suscitare figli ad Abramo. Già la scure è posta alla radice degli alberi; perciò ogni albero che non dà buon frutto viene tagliato e gettato nel fuoco. Io vi battezzo nell’acqua per la conversione; ma colui che viene dopo di me è più forte di me e io non sono degno di portargli i sandali; egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. Tiene in mano la pala e pulirà la sua aia e raccoglierà il suo frumento nel granaio, ma brucerà la paglia con un fuoco inestinguibile».

Commento (a cura di S. E. mons. Tommaso Caputo, Arcivescovo di Pompei)

Attendiamo la nascita del Messia, risplendente dei doni dello Spirito, servo umile e giudice giusto, riconciliatore e pacificatore universale. San Paolo, oggi, ci dice che per vivere bene l’Avvento dobbiamo conformarci a Cristo, convertirci, cambiare il nostro modo di essere.

Per essere degni di accogliere il Signore che viene dobbiamo accoglierci fra noi, riservandoci un posto nel cuore gli uni degli altri. Ciò genererà la presenza di Cristo nel mondo e tutti noi saremo, così, degni di celebrare il Natale con la presenza che Egli stesso promette a tutti quelli che si riuniscono nel suo nome.

Conversione ed accoglienza sono due indicazioni che devono caratterizzare la nostra vita in questo tempo di attesa. È necessario che un flusso di accoglienza scorra attraverso i cuori di noi cristiani, sotto forma di perdono e di servizio in questo periodo di Avvento, tempo di fratellanza e di speranza per tutti!

Non potranno esserci vere condizioni di pace attorno a noi senza una reale e profonda conversione personale. Non ci saranno tempi migliori senza accoglienza, perdono e riconciliazione, non avremo speranze senza la comunione di pensieri e di progetti, di ideali e di azioni, proposta oggi da San Paolo.

Accogliamoci, dunque, in modo reale e concreto per poter accogliere il Signore che viene!

“Veglia il cuore, sveglia la vita! Buona giornata!”

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Categorie: 2016-Avvento